Antitrust: gli aumenti dei carburanti dipendono dalle leggi e normative
Arrivano i primi giudizi dell’Antitrust riguardanti i procedimenti richiesti dalle Associazioni dei Consumatori sul caro carburanti e sulle presunte speculazioni delle compagnie petrolifere.
Secondo Catricalà, infatti, gran parte dell’aumento dei prezzi, e soprattutto della variazione minima quando il petrolio scende, come sta accadendo in queste settimane, è dovuta alle normative, soprattutto regionali, che ostacolano la libera concorrenza e lo sviluppo di una rete di distribuzione capillare.
Per quanto riguarda le società petrolifere, l’Antitrust ha espresso addirittura pareri positivi, soprattutto per la Agip del gruppo Eni, che, dopo gli accordi presi con il Garante, ha provveduto ad abbassare significativamente i prezzi alla pompa per quanto riguarda il self service.
Proprio con il sistema self service ci sarebbero i problemi più grandi, visto che in Italia solo il 30% delle pompe ha questo tipo di servizio, un dato nettamente inferiore rispetto alla media europea. Unendo questi problemi logistici al mancato aggiornamento delle normative regionali, che spesso impediscono la nascita di nuovi distributori, oltre alla percentuale decisamente alta delle tasse ed Accise governative, si ha un sostanziale blocco dei prezzi, che non hanno variazioni significative in base all’andamento mondiale del petrolio.
Ma le Associazioni dei Consumatori si dicono scettiche, ed hanno fatto sapere che continueranno la loro battaglia per adeguare i prezzi in Italia alle medie europee.












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raccolte punti a destra e a sinistra.tutto cio serve solo per aumentare il costo dei carburanti.dovrebbero esserci anche delle pompe per chi non vuol fare queste raccolte.chissa se costera meno fare rifornimento.