La benzina costa sempre di più, anche se il petrolio scende

Nonostante gli sconti, è di nuovo polemica sui prezzi della benzina, che continuano a salire anche se il costo del petrolio è sceso del 25% nell’ultimo mese. E così, mentre assistono al testa a testa fra case petrolifere e associazioni dei consumatori, gli automobilisti non possono far altro che spendere sempre di più per rifornire i loro veicoli.
Secondo i dati Adusbef e Federconsumatori, ogni anno fare il pieno di benzina costa mediamente 176 euro in più rispetto all’anno precedente. Un tale sproporzionato aumento non è nemmeno giustificato dalla svalutazione del 14% che, da un mese a questa parte, l’euro ha subìto nei confronti del dollaro, la valuta con cui si effettuano le transazioni sul petrolio.
L’Unione petrolifera, l’associazione delle principali aziende operanti in Italia nel settore dei carburanti, spiega che le fluttuazioni del greggio non possono seguire quelle dei carburanti perché nel nostro Paese il 60% del prezzo finale è costituito dalle tasse. Tuttavia, calcoli alla mano, la Federconsumatori sostiene che il prezzo della benzina dovrebbe attestarsi a 1,34 euro al litro, considerato l’attuale cambio dollaro/euro e le quotazioni del petrolio sui mercati internazionali a 70 dollari al barile.
Nel frattempo, si attendono gli sperati benefici previsti dal protocollo recentemente messo in atto dal Ministero dello Sviluppo economico, che prevede l’adozione di un prezzo settimanale (e quindi non più giornaliero) e il raddoppio entro un anno dei distributori self-service che aiutano a tenere bassi i prezzi. Non si sa nulla, invece, sull’eventuale abbassamento dell’Iva, che incide pesantemente sia sul prezzo della materia prima che su quello dei carburanti.


















