Smog, l’Italia non interviene e ora rischia una maximulta

La Commissione europea chiude l’istruttoria sul mancato rispetto dei limiti di inquinamento in Italia, concedendole un’ultima possibilità: entro breve, il nostro Paese dovrà infatti inviare a Bruxelles i documenti per dimostrare che ha messo in atto provvedimenti efficaci per combattere lo smog. Si tratta dell’ennesima sollecitazione all’Italia che, se non risponderà in maniera soddisfacente, sarà deferita alla Corte di giustizia europea.

Secondo le indiscrezioni, la probabile multa dell’Unione Europea all’Italia ammonterebbe a ben 100 milioni di euro. In effetti, che nel nostro Paese si sia fatto poco contro lo smog, lo dicono anche le statistiche sui decessi: il commissario europeo all’Ambiente, Janez Potočnik, accusa soprattutto Lombardia, Piemonte e Veneto, dove più di 15 persone ogni 1000 abitanti muoiono prematuramente a causa delle polveri sottili (350 mila i decessi totali per smog in Europa).

In particolare, l’Italia è in ritardo nel predisporre misure necessarie a contenere il PM10 entro i limiti ammessi: una concentrazione annuale di 40 microgrammi per metro cubo, e una concentrazione giornaliera di 50 microgrammi per metro cubo, che non può essere superata più di 35 volte in un anno. Contenute soprattutto nelle emissioni dell’industria, del traffico e degli impianti di riscaldamento domestico, sono particelle che possono causare asma, problemi cardiovascolari, tumore ai polmoni e morte prematura.

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